Mercoledì 7 Aprile 2010 alle ore 21.00 presso il Teatro F. Quartieri di Bagnone il Teatro del Carretto presenta
Amleto, da Shakespeare, regia di Maria Grazia Cipriani.
da W. Shakespeare
adattamento di Maria Grazia Cipriani
regia di Maria Grazia Cipriani
scene di Graziano Gregori
costumi di Graziano Gregori
suono di Hubert Westkemper
con Giandomenico Cupaiuolo, Elsa Bossi, Giacomo Pecchia, Giacomo Vezzani
Appunti per una messa in scena
Riscrittura di un sanguinoso melò sulla vendetta, della tragedia della vendetta l'Amleto conserva l'apparenza.
Sollevato il velo dell'apparenza, quello che viene alla luce è il dramma dell'uomo che, non potendo più ridurre l'universo a semplici formule, lotta per trovare una ragione d'essere.
Sembra infatti che Amleto faccia della vendetta solo o soprattutto l'argomento della sua rappresentazione.
Ed è illuminante che uno spettacolino di una scalcagnata compagnia di guitti, La trappola per topi, possa permettere di svelare la verità.
Il teatro sembra farsi il luogo dove si può liberamente "essere".
E Amleto, nella sua nostalgia dell'"essere", par davvero "sia" soltanto quando indossa la maschera della finzione, come l'attore che la recita nel corso del dramma.
Questo Amleto è un fool: che a tratti dispiega un cinismo irrefrenabile, a tratti, con una grazia quasi femminile che porta con sé la nostalgia dell'infanzia, sembra l'incarnazione di un sogno romantico: crudele sempre, nel gioco dei diversi ruoli, e lucidamente fedele al metodo della sua follia.
Proveremo a leggere il testo nella prospettiva del protagonista, con le altre figure, fantasmatiche o reali, filtrate dalla sua sensibilità o dalla sua immaginazione: proiettando il dramma come in un sogno. In una riscrittura del dramma che attraverso spostamenti, tagli e montaggi caratterizzi una struttura che pur dal taglio quasi cinematografico, metta in evidenza o infranga ogni convenzione teatrale, sempre sovrapponendo moto tragico a moto comico e che lasci l'interpretazione psicanalitica, come quella politica, visibili in trasparenza, per mettere in luce il dramma dell'uomo oppresso da pensieri sul senso dell'esistenza: solo con i fantasmi, il dubbio, l'essere o non essere…..
…accompagnati dalla suggestione dei versi di B.Pasternak:
"Se solo possibile, abba padre,
allontana questo calice da me.
Amo il tuo ostinato disegno,
e reciterò, d'accordo, questa parte.
Ma ora si sta dando un altro dramma
e per questa volta almeno dispensami"