Martedì 30 e Mercoledì 31 marzo 2010 alle ore 21:00 presso il Teatro Animosi di Carrara va in scena Shylock, Il mercante di Venezia in prova, con Moni Ovadia e Shel Shapiro.
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Shylock Il mercante di Venezia in prova in collaborazione con Estate Teatrale Veronese da Il mercante di Venezia di William Shakespeare adattamento di Roberto Andò e Moni Ovadia regia di Moni Ovadia con Moni Ovadia e Shel Shapiro
Dopo Le storie del signor Keuner di Brecht, Roberto Andò e Moni Ovadia tornano a collaborare nella riscrittura del Mercante di Venezia di William Shakespeare per un nuovo spettacolo che si inserisce nel solco di quel teatro musicale su cui Moni Ovadia con la sua Stage Orchestra ha da sempre centrato la sua ricerca espressiva, fondendo la sua esperienza di attore e di musicista. Il grande tema del Mercante di Venezia è l'equivalenza fra il denaro e la vita umana, nel conflitto tra Shylock e il mondo cristiano della Venezia medievale, ovvero la completa coincidenza tra la sfera finanziaria e quella esistenziale. A partire da questo presupposto, nella riscrittura di Andò e Ovadia, si delinea la figura di un mercante, un multimiliardario che, nella zona di confine fra la finanza legale e quella illegale, tratta ogni sorta di merci da quelle virtuali della finanza – quelle efferate della droga e della vita umana: tratta di uomini, donne e organi. Questo mercante è venuto a sapere che un grande regista, oggi fuori dal mercato, ha coltivato per tutta la vita il sogno di mettere in scena Il Mercante di Venezia ed essendo a sua volta ossessionato dall'opera di Shakespeare per una perversa identificazione psicologica con il personaggio di Shylock, lo convoca per offrirgli l'opportunità di finanziare la produzione. Ma nel contratto che gli propone c'è una clausola: il regista gli dovrà una libbra di carne, il cuore. Il regista sa che oggi l'unico prezzo accettato in cambio dell'arte è la vita. Lo spettacolo percorre il testo del capolavoro shakespeariano nelle prove di una compagnia solo parzialmente costituita di cui sono stati convocati gli attori per i ruoli principali, i musicisti e un suggeritore. Talora, nelle scene più corali, alcuni musicisti "indosseranno" meccanicamente il ruolo di qualche personaggio. Su tutto lo svolgersi delle prove incombe la relazione perversa instauratasi fra il produttore multimiliardario criminale e il regista disposto a cedere la vita per il suo teatro, relazione che replica all'inverso il rapporto estremo fra Shylock e Antonio. Lo spettacolo finisce per innestarsi su due leit-motiv ossessivi: la libbra di carne intesa come metafora della morte e del sesso e il celebre monologo di Shylock «se ci pungete non sanguiniamo?». La messinscena si dipana su due piani simultanei: le relazioni fra gli esseri umani sollecitati dal denaro come le mostra il genio shakespeariano e le relazioni estreme dominate dall'ipertrofia del denaro come vigono nel nostro mondo. Le sublimi parole di Shakespeare si iscrivono nei crimini del nostro tempo e la nostra era corrotta si riverbera nell'intramontabile scrittura drammatica shakespeariana.