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 DIET SAYLER. LIGURISCHE FUGE / FUGA LIGURE


 DETTAGLI 
Data: Da Sabato 22 Maggio 2010 a Domenica 5 Settembre 2010
Orario: da martedì a sabato 10-13 / 15-19, domenica e festivi 11-19, chiuso lunedì e Ferragosto; Inaugurazione: sabato 22 maggio, ore 19
Luogo: CAMeC - Centro d'Arte Moderna e Contemporanea
Comune: La Spezia
Note Ingresso:
Conferenza stampa: giovedì 20 maggio, ore 11.00 – auditorium del CAMeC

 ORGANIZZAZIONE E INFORMAZIONI 
Organizzato da: CAMeC
Sito Web: camec.spezianet.it
Email: camec@comune.sp.it
Note:
Informazioni e prenotazioni:
tel. + 39 0187 734593 / fax + 39 0187 256773
Sito: - www.laspeziacultura.it

Ufficio stampa:
Comune della Spezia: Luca Della Torre, Federica Stellini;
+39 0187 727328;
ufficiostampa@comune.sp.it

Istituzione per i Servizi Culturali: Cinzia Compalati;
+39 339 3494536;
cinzia.compalati@gmail.com

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IMMAGINE DIET SAYLER. LIGURISCHE FUGE / FUGA LIGURE
Dal 22 Maggio al 5 Settembre 2010 presso il CAMeC di La Spezia è allestita la mostra di Diet Sayler. Ligurische Fuge / Fuga ligure; l'inaugurazione è prevista sabato 22 maggio alle ore 19.

Per la stagione estiva 2010 il CAMeC presenterà un importante evento espositivo nato nell’ambito della collaborazione culturale con la città tedesca di Bayreuth, gemellata con La Spezia.
Si tratta di un ulteriore capitolo della vocazione internazionale da sempre manifestata dal Centro spezzino, in approfondimenti monografici come questo (ricordiamo le mostre di Manolis Baboussis, Bizhan Bassiri, Jan Dibbets, Lawrence Ferlinghetti, Jan Jedlička, Din Matamoro, Klaus Münch, Nakis Panaiotidis, Patti Smith, George Tatge, Eduard Winklhofer) o in rassegne collettive, dedicate alla giovane arte contemporanea svizzera, alla collezione d’arte contemporanea dello Shanghai Art Museum, alla ricognizione dell’ultima produzione europea, con la Biennale Arti Visive.
In questa occasione Diet Sayler porta alla Spezia un progetto appositamente concepito per gli spazi del museo, una installazione site specific che ricorda un altro autorevole intervento italiano e ligure, ospitato nel 2001 nella storica sede di Palazzo Ducale a Genova.
Assenti la stesura pittorica, la tela, il telaio (che in altre circostanze e momenti connotano il lavoro di Sayler), l’intervento nasce da un impianto concettuale mutuato dalla forma musicale della fuga, che si sposa con l’ambiente e le sue scansioni spaziali, e “muove da un progetto di intervalli regolari fra i segni basici di sua creazione, disposti in rapporti prestabiliti sia nella linea orizzontale di continuità di visione sia nella loro proporzione” (Marzia Ratti).
L’incontro di Sayler con La Spezia prevede inoltre, come già per Giuliano Tomaino, alcune azioni creative negli spazi urbani, già attuate altrove (fra l’altro nella sua Norimberga), contributo particolarmente caldeggiato dalla politica culturale del CAMeC, che intende aprirsi alla città.

Diet Sayler (Timisoara, Romania, 1939), vive l’esperienza della forzata emigrazione, trasferendosi a Bucarest e, dagli anni Settanta, a Norimberga, dove si stabilisce ed è docente presso l’Accademia di Belle Arti. Il Suprematismo russo e il Concretismo tedesco costituiscono le radici della sua astrazione, che si distingue per il rinnovato approccio alla pittura (con frequente impiego di telai sagomati dal perimetro irregolare) e per il suo superamento, a favore di operazioni installative. Molto spesso, come avverrà alla Spezia, l’autore interviene anche nello spazio urbano.

Mostra prodotta e promossa da:
Comune della Spezia Sindaco, Massimo Federici
Assessore ai Gemellaggi, Salvatore Avena

Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia
Presidente, Cinzia Aloisini
Direttore, Marzia Ratti

A cura di: Marzia Ratti
Testi istituzionali: Cinzia Aloisini, Massimo Federici
Testi critici: Mario Bertoni, Marzia Ratti
Coordinamento tecnico-scientifico: Eleonora Acerbi

La mostra rientra nelle attività nate dalla sinergia e dalla collaborazione con Bayreuth, città gemellata con La Spezia

 
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